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Bonifica e pulizia impianti climatizzazione e condotti aria

Aria pulita, anche in GDO respirare bene… è vivere bene

 

pulizia_canaleDal 2002 il tema dell’inquinamento dell’aria negli ambienti indoor è salito alle luci della ribalta. La preoccupazione nacque dalle affezioni nosocomiali, molte delle quali, soprattutto quelle che colpivano direttamente le vie respiratorie, erano manifestamente attribuibili all’aria condizionata. Da lì incominciò un percorso lungo e virtuoso, che portò alla costituzione, da parte del Ministero della Salute, di un team tecnico che elaborò, quattro anni dopo, apposite Linee-Guida nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni a cui hanno aderito, per ora, soltanto Liguria (che si era mossa con un certo anticipo), Lombardia, Emilia-Romagna e Puglia (quindi un venti per cento delle Regioni italiane). Un dato che, già di per sé, potrebbe far riflettere. A ciò si deve aggiungere che, allora, il nemico numero uno era considerato la malattia del legionario, che a ben guardare si sviluppa in ambiente acquatico.

E, d’altra parte, non sono soltanto gli ospedali ad essere toccati dal problema, ma tutti gli ambienti indoor con climatizzazione. Le comunità, gli alberghi, i bar, i ristoranti, non ultime le strutture della GDO, che dispongono di sistemi aeraulici molto complessi. A che punto siamo in Italia, dal punto di vista legislativo e tecnico?

 

canale_orizzontale_sporco“Ciò che manca ancora è la cultura –sottolinea l’ing. segretario di AIISA (Associazione Italiana Igienisti dei Sistemi Aeraulici- www.aiisa.it). Le tante zone d’ombra relative al problema lo testimoniano. Pochi, ad esempio, riconoscono l’estrema importanza di tenere pulite le batterie degli impianti, vero cuore del sistema.

Altrettanto pochi sanno che è fondamentale tenere in perfetta igiene i condotti, che si sporcano davvero di tutto. Il problema non si chiama legionella, e non è limitato agli ospedali: è semmai, in generale, l’impatto che gli impianti aeraulici hanno sull’inquinamento indoor. Gli impianti, spesso, redistribuiscono le sostanze inquinanti nell’ambiente, creando effetti pericolosi per la salute”.

 

 

 

Sanificare e igienizzare gli impianti aeraulici è previsto dalla legge.

Da qui l’importanza di pulire, ribadita anche dal decreto 81 del 9 aprile 2008, che ha superato la 626 in materia di sicurezza. “Il decreto prevede appositi accorgimenti per preservare la salubrità del microclima. In particolare, si ribadisce la necessità di igienizzare periodicamente gli impianti areaulici. Ricordo che all’Allegato IV - Requisiti dei luoghi di lavoro, capitolo 1.9 Microclima, viene inserita la nota 1.9.1.4 che meglio specifica quanto già previsto dalla legge 626/94 art.33 1.9.1.4.: Gli stessi impianti  devono essere periodicamente sottoposti a controlli, manutenzione, pulizia e sanificazione per la tutela della salute dei lavoratori. La cosa interessante è che non entra nel dettaglio tecnico, a mio avviso correttamente. Lascia ad ogni impresa il compito di scegliere le metodologie più opportune, prevedendo però sanzioni penali al datore di lavoro inadempiente”.

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Tecniche e tecnologie: la videoispezione ed il processo di bonifica

pulizia_con_vapore_seccoPer ciò che riguarda le tecniche di pulizia e sanificazione dei condotti, spesso si sente parlare di videoispezione come se questa operazione fosse la soluzione di tutti i problemi relativi alla pulizia e bonifica degli impianti aeraulici. Vale la pena, tuttavia, ricordare almeno il fatto che non sono solo le condotte dell’aria a dover essere pulite e sanificate. È giusto parlare di circuiti aeraulici, che vanno dalla presa dell’aria esterna e comprendono le unità di trattamento aria e tutti i componenti inseriti nelle condotte sino all’ultima bocchetta. La prima operazione da compiere è dunque una indagine tecnica per appurare che l’intero circuito aeraulico si trovi nelle condizioni igieniche previste dalle normative e che funzioni in conformità ai parametri  progettuali.
I due aspetti sono strettamente correlati poiché un impianto “sporco”, oltre agli evidenti effetti dannosi sulla salute, sicuramente modifica il funzionamento corretto dell’impianto ed in particolare ne altera il consumo energetico a causa delle maggiori perdite di carico delle batterie causate dal loro parziale intasamento.
La ispezione anche assistita da telecamera o videoispezione serve a valutare, solamente lungo le condotte ove non è altrimenti possibile, l’eventuale presenza di eccessi di polveri e detriti. Successivamente all’ispezione visiva ed alla videoispezione, sarà necessario effettuare campionamenti di aria, liquidi e solidi lungo tutto il circuito aeraulico per verificarne la salubrità o la contaminazione.Tali prelievi saranno inviati a laboratori specializzati. Se le indagini ispettive ed i risultati di laboratorio ci indicano che l’impianto deve essere pulito, si passa alla fase successiva., quella della pulizia vera e propria. Infatti un impianto prima di essere eventualmente sanificato (utilizzo di sanificanti chimici ), deve essere pulito. Le tecnologie che vengono utilizzate negli interventi sono sempre meccaniche.
Cioè ci si avvale di spazzole rotanti con fruste di materiale adatto sia al grado di sporco che al materiale di cui sono fatte le condotte. La spazzolatura può essere anche eseguita con testine rotanti ad aria compressa: anche qui sarà il professionista della pulizia a scegliere lo strumento più adatto. I residui dello spazzolamento sono raccolti mediante aspiratori dotati di filtri HEPA od eventualmente espulsi all’aria esterna. Una volta pulito nella sua interezza, il sistema aeraulico deve essere sanificato con sanificanti approvati dal Ministero della Salute o da EPA per lo specifico utilizzo. È importante, dunque, conoscere le corrette prassi e affidarsi a specialisti.

 

L’AIISA

L'AIISA: costituita nel 2004, è oggi formata da 43 aziende che condividono la comune volontà di operare ai più alti livelli nel campo della pulizia e sanificazione dei sistemi aeraulici. “Ciò che ci proponiamo in primo luogo –dice Caruso- è di fare cultura laddove troppo spesso, come abbiamo constatato, essa manca. Come? Ad esempio divulgando, ove indicato dai suggerimenti degli associati, tutte le informazioni inerenti alle procedure più innovative nel proprio campo di azione e di mettere al servizio di aziende, istituzioni pubbliche ed associazioni similari le informazioni tecniche e normative in nostro possesso”.

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Le procedure NADCA

Consapevoli delle attuali lacune procedurali, abbiamo adottato le uniche collaudate a livello internazionale, quelle dell’americana NADCA ( National Air Duct Cleaners Association www.nadca.com). Queste garantiscono un risultato di comprovata efficacia e garanzia per la pulizia e sanificazione dei circuiti aeraulici, oltre che favorire il miglioramento dell’Indoor Air Quality e il risparmio energetico nella gestione corrente degli impianti. Anche un recente documento della Conferenza Stato Regioni fa esplicito riferimento alle Procedure NADCA che i soci AIISA si impegnano a seguire.

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La certificazione ASCS

AIISA, che è il referente di NADCA in Italia, ha promosso la formazione della figura dell’ASCS (Air System Cleaning Specialist) organizzando in Italia ed in lingua italiana gli esami relativi all’ottenimento di questa certificazione professionale valida a livello internazionale. I nomi degli operatori che hanno superato gli esami figurano sul nostro sito accanto all’azienda di appartenenza. Questa specializzazione dà garanzie di professionalità agli appaltatori che necessitano del servizio di pulizia e bonifica.

Ecodisinfest è rappresentante per vendita e assistenza in Sicilia
delle soluzioni di depurazione dell'aria IQAir®